Diga di Santa Maria del Taro (sbarramento sul Taro a Sega/Grondana)

Diga di Santa Maria del Taro (sbarramento sul Taro a Sega/Grondana)
Acqua e industria
Diga di Santa Maria del Taro (sbarramento sul Taro a Sega/Grondana)
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Identificazione tecnica

La denominazione ufficiale riportata nella documentazione di protezione civile è Diga di Santa Maria del Taro (archivio nazionale: diga n. 0063). Il manufatto qui documentato è lo sbarramento sul Taro in località Sega, nell’area di Grondana, comune di Tornolo (PR): non va confuso con la torre piezometrica di Mazzi. Il collegamento della diga a Strinabecco è esplicito nel PED regionale.[2]

La classificazione tecnica è diga di pietrame con manto di tenuta artificiale (categoria b.3 nella classificazione citata dal documento ufficiale). La fonte CAI locale descrive lo sbarramento come a scogliera, descrizione coerente ma non sostitutiva della classificazione tecnica.

Storia costruttiva

I lavori per utilizzare a fini idroelettrici le acque dell’alta Val Taro iniziarono nel 1917. I repertori tecnici indicano la costruzione nel periodo 1917–1919; il collaudo risulta avvenuto il 1 agosto 1923. Tirreno Power sintetizza invece la costruzione come 1917–18: si adotta qui l’intervallo più preciso del PED regionale, segnalando la discrepanza.

Sono documentati successivi lavori di ristrutturazione: rialzo del coronamento da quota 1054,60 a 1056,30 m s.l.m., rifacimento del manto di tenuta, del taglione e dello schermo di iniezioni, ridimensionamento e ricostruzione dello sfioratore. La fonte consultata non data questi interventi.

Funzione nel sistema idroelettrico

Lo sbarramento intercetta il fiume Taro e crea un piccolo bacino d’accumulo. La destinazione prevalente è la produzione idroelettrica; il PED specifica che l’invaso serve alla regolazione giornaliera dell’energia prodotta dall’impianto di Strinabecco. Questo collegamento diga–Strinabecco è corroborato dal PED regionale.[2]

Due centrali da distinguere. Secondo la testimonianza locale raccolta il 22 ottobre 2026, Strinabecco è la centrale collegata alla diga, mentre quella associata alla torre piezometrica è la Centrale Simonini, a Santa Maria del Taro. L’identificazione Simonini–torre è confermata dalla testimonianza locale, non da un riscontro documentale indipendente. La scheda CAI descrive invece la convergenza delle derivazioni del Taro a Sega e dell’Incisa nella torre di Mazzi, senza nominare la centrale servita.[1] La relazione fra questa descrizione e i due impianti indicati localmente rimane da chiarire: non si deduce che diga e torre servano la stessa centrale.

Dati tecnici essenziali: altezza 18 m; volume d’invaso circa 0,05 milioni di m³ (43–50 mila m³ secondo fonte e arrotondamento); quota di massima regolazione 1053,30 m s.l.m. Il PED 2022 indica Tirreno Power S.p.A. come concessionario e gestore.

Questa scheda non fornisce indicazioni per raggiungere o attraversare l’opera: accesso e condizioni operative vanno verificati con gestore e autorità competenti.

Documentazione fotografica

Diga sul Taro a Grondana

Fotografia dello sbarramento sul Taro nell’area di Grondana, associata alla scheda.

Fonti

Sources

[1] https://scn.caiparma.it/schede/la-torre-piezometrica-a-mazzi-di-s-maria-del-taro-tornolo [2] https://bur.regione.emilia-romagna.it/area-bollettini/bollettini-in-lavorazione/n-394-del-30-12-2022-parte-seconda.2022-12-29.8838908436/approvazione-del-piano-demergenza-diga-ped-della-diga-di-santa-maria-del-taro-pr/allegato-3-d-l-n-2185

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