Raccolta di memorie storiche, leggende e aneddoti locali sul territorio di Santa Maria del Taro (PR).
1. Origini Monastiche e Accoglienza
Il borgo ha origini antiche, legate al passaggio tra l'Emilia e la Liguria. Intorno all'VIII secolo, monaci provenienti dall'Abbazia di San Colombano di Bobbio fondarono un convento, un ospizio per pellegrini e una cappella dedicata alla NativitĂ di Maria. Questa funzione di "luogo di accoglienza" ha plasmato per secoli il borgo, punto di transito fondamentale lungo le vie del Bocco, della Scaletta e dell'Incisa.
2. Il Santuario e la Devozione
Il Santuario della Natività di Maria Vergine, cuore spirituale del paese, risale nella sua forma originaria al XII secolo (ricostruito prima del 1150). La devozione mariana è centrale: nel 1259 il luogo venne consacrato santuario. Una statuetta tardo-quattrocentesca della Madonna col Bambino, custodita all'interno, è al centro di una lunga tradizione di devozione locale, legata anche a figure come Santa Caterina Fieschi.
Fonte: Wikipedia - Santuario della NativitĂ Fonte: Seminario Vescovile di Bedonia
3. Terra di Confine e Conflitti
Santa Maria del Taro è stata per secoli una terra contesa. La sua posizione strategica tra le proprietà dei Conti Fieschi-Ravaschieri di Lavagna e quelle dei Conti Landi di Compiano ne ha fatto teatro di dispute politiche e signorili, risolte solo nel 1552 con il passaggio sotto il controllo dei Landi, investiti del titolo di Principi della Val Taro e Val Ceno. Questa natura di confine ha favorito, oltre ai traffici leciti, attività di contrabbando, rendendo il territorio un crocevia di viandanti, pellegrini, mercanti e briganti.
Fonte: Seminario Vescovile di Bedonia
4. Leggende e CuriositĂ Ambientali (Orsi e toponimi)
La memoria storica locale conserva tracce di una fauna selvaggia oggi scomparsa, testimoniata dai toponimi del territorio lungo il canale Incisa: Codorso (anticamente Cò D’Orso) e Tana dell’Orso. Questi nomi suggeriscono la convivenza storica tra le comunità locali e grandi predatori, integrandosi nel folklore della zona.