Reti e Collegamenti Partigiani: Val Taro, Val Nure e Crinali Liguri

Storia e tradizioni
Reti e Collegamenti Partigiani: Val Taro, Val Nure e Crinali Liguri

L'area montana attorno a Santa Maria del Taro, dominata dal massiccio del Monte Penna (1735 m), dal Monte Maggiorasca (1799 m) e dai valichi del Passo del Bocco, Passo di Centocroci e Passo del Tomarlo, ha costituito uno dei nodi strategici pi? rilevanti dell'intero scacchiere resistenziale dell'Appennino Tosco-Emiliano-Ligure tra l'autunno del 1943 e la primavera del 1945.

La convergenza tra quattro province (Parma, Genova, La Spezia e Piacenza) e tre grandi bacini orografici (Taro/Ceno, Nure/Trebbia, Entella/Vara) ha imposto un coordinamento costante tra formazioni autonome, garibaldine e formazioni legate a Giustizia e Libert?.


1. Il Quadro delle Formazioni e dei Comandi

Alta Val Taro e Val Ceno (Zona Ovest Cisa - Parma)

L'Alta Val Taro e l'Alta Val Ceno rientravano nel Comando Unico Operativo (CUO) provinciale parmense guidato da Giacomo Ferrari ("Arta"), culminato nell'esperienza del Territorio Libero del Taro (giugno-luglio 1944, guidato da Achille Pellizzari "Poe"):

  • Gruppo Monte Penna / 32? Brigata Garibaldi: operante a ridosso di Santa Maria del Taro, Alpe, Montemoggio e Val d'Aveto. Nata inizialmente sotto la guida di Cosimo Caramatti ("Cosimo"), la formazione si attest? sulle pendici del Penna controllando il transito tra Chiavari e Bedonia.
  • 1? e 2? Brigata Julia: formazioni autonome e patriottiche attive nella media e alta valle.
  • Brigata Cento Croci: con caposaldo sul valico di Centocroci, fondamentale per i contatti con le brigate spezzine e liguri.
  • Brigata Beretta: formazione autonoma con basi nell'alto Ceno e collegamenti continui con il Parmense e il Piacentino.

Val Nure e Val d'Arda (XIII Zona Partigiana - Piacenza)

A nord-est rispetto al crinale del Monte Bue e del Monte Tomarlo, la Val Nure costituiva il bastione meridionale della XIII Zona piacentina, coordinata dal leggendario Emilio Canzi ("Ezio Franchi"):

  • 60? Brigata Garibaldi ("Stella Rossa"): attestata sulle dorsali del Monte Osero e dell'alta Val Nure, a difesa dei valichi verso la Val d'Aveto e la Val Ceno.
  • 61? Brigata Garibaldi / Battaglione Val Nure: operativa lungo l'asse Ferriere - Farini - Nure, con sentieri di penetrazione verso l'Emilia e la Liguria.
  • Divisione Val Nure: struttura divisionale aggregata per la gestione delle operazioni campali e la tenuta delle zone libere.

2. Direttrici di Collegamento e Vie di Staffetta

I collegamenti tra le brigate della Val Taro e quelle della Val Nure avvenivano scavalcando i crinali appenninici attraverso percorsi a mezza costa e mulattiere storiche:

[Val Nure / Ferriere]
        ?
        ? (Passo del Tomarlo / Monte Maggiorasca - 1799 m)
[Alta Val Ceno / Anzola]
        ?
        ? (Sella del Penna / Passo del Bocco)
[Santa Maria del Taro / Val Taro] ?????? [Val d'Aveto / Liguria / VI Zona]
        ?
        ? (Passo di Centocroci)
[IV Zona Ligure / La Spezia]
  1. Dorsale Tomarlo - Maggiorasca - Penna: permetteva alle formazioni della 60? Garibaldi (Val Nure) di scambiare corrieri e informazioni logistiche con la Brigata Beretta (Val Ceno) e con il presidio garibaldino del Penna.
  2. Passo del Bocco e Forcella: snodo tra la Val Taro (SMT) e la Val Fontanabuona/Val Graveglia, impiegato dalle staffette per trasferire ordini dal CLN ligure verso l'interno emiliano.
  3. Passo di Centocroci: cerniera tra la 1? Brigata Julia, la Cento Croci e la Colonna Giustizia e Libert? operante nella IV Zona spezzina.

3. Punti di Rifugio, Depositi e Supporto Popolare

La sopravvivenza delle reti partigiane durante i pesanti rastrellamenti nazi-fascisti (in particolare l'offensiva dell'estate 1944 e l'Operazione Wallenstein) fu resa possibile dalla morfologia del territorio e dalla rete clandestina delle popolazioni locali:

  • Basi nel massiccio del Penna: gole rocciose, faggete della Nave e cascine d'alpeggio garantivano occultamento anche a battaglioni dispersi durante i grandi rastrellamenti.
  • Rete dei borghi contadini: frazioni e cascinali montani (Selvola, Tomba, Casalporino, Volpara, Casoni, Pianlavagnolo) fungevano da ricoveri temporanei, punti di scambio per staffette e ospedali da campo improvvisati per feriti.
  • Campi di Lancio Alleati: l'area del Monte Oroco, del Monte Penna e del Monte Gottero fu scelta dalle missioni alleate (SOE e OSS) per i lanci paracadutati di armi, munizioni, radio e vestiario invernale, che venivano poi redistribuiti tra le valli Taro, Ceno e Nure.

4. Azioni Congiunte e Sabotaggi Strategici

La cooperazione inter-valliva si concentr? su due obiettivi prioritari:

  1. Interruzione della viabilit? di collegamento tirrenico-padana: sabotaggi coordinati della ferrovia Pontremolese (Parma-La Spezia) e delle arterie stradali Chiavari-Bedonia (presso Montemoggio e SMT) per impedire il rapido spostamento di reparti corazzati tedeschi verso la costa ligure.
  2. Taglio delle dorsali elettriche ed energetiche: sabotaggio delle linee ad alta tensione La Spezia - Bobbio - Piacenza per paralizzare i centri industriali della pianura padana asserviti alla produzione bellica tedesca.

Fonti e Riferimenti Storici

  • Archivio Storico Istituto Storico della Resistenza di Parma (ISREC).
  • Archivio Museo della Resistenza Piacentina (Sperongia di Morfasso).
  • Documentazione e percorsi dell'Ecomuseo della Resistenza delle Valli del Taro e del Ceno.
  • Mappe e testimonianze della IV e VI Zona Partigiana Ligure.
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